A quasi 1250 metri d’altezza, aggrappato a un crinale nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso, Santo Stefano di Sessanio è uno di quei luoghi che sembrano fermi nel tempo. Un intreccio di vicoli, archi e case in pietra calcarea color ocra, dove ogni angolo racconta secoli di storia e di silenzio.
Il borgo conobbe il suo massimo splendore sotto i Medici di Firenze, che lo controllarono a lungo grazie al fiorente commercio della lana. Di quel periodo resta il simbolo del paese, la Torre Medicea: crollata con il terremoto del 2009, è stata poi ricostruita ed è tornata a vegliare sui tetti, come una sentinella ritrovata.
Un borgo che è tornato a vivere
Rimasto quasi spopolato, Santo Stefano è rinato grazie a un progetto di “albergo diffuso” che ha recuperato le antiche case restituendole alla vita, senza tradirne l’anima. Oggi è una delle perle dell’Appennino, meta di chi cerca autenticità. Da non dimenticare la celebre lenticchia di Santo Stefano di Sessanio, piccola e saporita, tutelata come presidio della tradizione locale.
Un consiglio
Regalatevi il borgo al mattino presto o al tramonto, quando la pietra si accende di calde tonalità dorate e il silenzio è totale. E se avete tempo, salite verso la vicina Rocca Calascio: il panorama sull’altopiano vi resterà nel cuore.
Francesco Guerrieri | Explore Abruzzo




























